6 curiosità su Roma che forse non conosci

Se volessimo conoscere tutte le stranezze e le curiosità sulla città di Roma e su tutto ciò che la costituisce non basterebbe forse una vita! Mille particolari, infiniti luoghi collegati ad altrettanti personaggi, modi di dire, posti particolari, episodi legati alla storia che ancora oggi ritroviamo nel nostro quotidiano. 

Insomma Roma è una città antichissima, la sua storia è rappresentativa di un potere ed una forza senza pari ma ci sono anche cose più “leggere” che la rendono la splendida capitale che è e che ci meraviglia ogni volta.

Vediamo insieme alcune chicche che la rendono speciale perché nessun’altra città possiede ciò che ha e che trasmette.

6 CURIOSITÀ  SU ROMA CHE NON CONOSCI E CHE TI DARANNO VOGLIA DI SCOPRIRNE ALTRE
  1. Come nasce la Grattachecca?

Come gran parte delle cose a Roma anche la gustosissima e rinfrescante Grattachecca ha i suoi antenati: già all’epoca dell’impero romano ritroviamo tracce di bevande simili i cui ingredienti erano neve o ghiaccio mescolati a frutta e zucchero.

Con lo scorrere dei secoli diventò una prelibatezza poiché riuscire ad accaparrarsi del ghiaccio, soprattutto in estate, era un’impresa impossibile. Diciamo però che il metodo di produzione del ghiaccio arriva proprio dal passato, dove il ghiaccio prodotto in natura veniva posto all’interno di ghiacciaie ricavate scavando le profondità della terra. Balzando ai giorni dei nostri nonni vediamo che si adottava lo stesso procedimento: la produzione di ghiaccio si effettuava in blocchi che venivano consegnati a coloro che possedevano delle ghiacciaie, le antenate dei nostri attuali freezer.

A Roma, quel famoso blocco di acqua ghiacciata singolo, veniva chiamato Checca e il modo di “lavorarlo”, ovvero di grattarlo, diede vita a quello che poi sarebbe stato il suo nome popolare, ovvero Grattachecca.

Questa bevanda dissetante così amata dai romani ma anche dagli stranieri è fatta di puro ghiaccio grattato a neve al quale vengono aggiunti sciroppi, spremute e frutta fresca. È solitamente un prodotto che si vende presso piccoli chioschi che ne hanno fatto una specialità ed un particolarità di Roma.

Tra i luoghi di Roma più famosi dove degustare una sublime Grattachecca troviamo al n.1 il chiosco a conduzione familiare della Sora Maria (via Bernardino Telesio) e poi seguono a Trastevere quello della Sora Mirella, all’Ara Pacis quello della Sora Carmela, quello di Ponte Milvio, quello in Viale Giulio Cesare e ancora in Piazza Buenos Aires.

Siete rimasti un po’ delusi perché magari conoscevate una storia diversa? Quella di Francesca detta Checca che, incitata dal marito a grattare il ghiaccio sentendosi gridare “Gratta, Checca, gratta!”? È sicuramente una versione forse un po’ più personale, romantica e vicina ai romani della storia. Indipendentemente da ciò che vogliamo credere, una Grattachecca coi fiocchi la si trova solo a Roma!

Il chiosco di Sora Maria a Trionfale – la migliore delle Grattachecche la trovate qui!

2. Esiste un museo dedicato alla Pasta e ai mitici Spaghetti?

Gli Spaghetti sono un prodotto che rappresenta l’Italia in tutto il mondo! Adorati da i più piccoli che amano giocarci risucchiandoli in bocca fino a farli sparire (ok, in realtà anche i più grandi! ahah), temuti da coloro che hanno difficoltà nel mangiare la pasta lunga (e sì, mettiamo in nostri amati turisti al primo posto) e divorati da chi non ne può fare a meno quando si tratta di accompagnarli con i frutti di mare, il ragù o più o meno con qualsiasi condimento della nostra squisita cucina mediterranea.

È proprio nelle vicinanze di una delle meraviglie della capitale, la Fontana di Trevi, che troviamo lui, il Museo della Pasta! Più esattamente in via Scanderberg, al numero 117.

Al suo interno ben 11 sale che raccontano la storia del primo piatto per antonomasia della nostra penisola. Si spazia poi dalla nascita appunto degli Spaghetti, alla creazione dei Maccheroni alle storie dei Bucatini. Conoscerete le tipologie di pasta preparate in lungo e in largo per lo Stivale così come i vari condimenti che ogni regione include nelle proprie tradizioni culinarie. Si va ben oltre, poiché è possibile conoscere le tecniche d’impasto così come vedere i diversi macchinari con i quali si producono le varie paste, da quelli più antichi a quelli moderni come le macchine impastatrici. 

Spaghetti, Penne, Fusilli: l’Italia a tavola!

Insomma, dopo questo percorso nel mondo del prodotto più amato da noi italiani, insieme alla Pizza, uscirete dal museo sicuramente più affamati ma di certo più acculturati e la prossima volta che metterete un boccone di pasta in bocca ricorderete tutto il viaggio che ha fatto per arrivare fino alla vostra tavola!

L’importante in questo caso è tenere alta la bandiera! Pasta made in Italy, sempre!

3. In quale luogo silenzioso è possibile “incontrare” tanti grandi personaggi romani? 

In realtà incontriamo solo spiritualmente delle grandi persone che, attraverso le loro vicissitudini personali ed il loro talento, hanno elevato Roma ad un gradino più alto rispetto ad altre mille città, facendoci sentire orgogliosi di appartenere a questa magnifica città.

Per quanto possa suonare macabro, vi invitiamo a visitare il cimitero monumentale del Verano. È un luogo meraviglioso, dove regna un dolce silenzio e dove poter passeggiare in speciale “compagnia”, avendo accanto gli spiriti di illustri personaggi: dagli scrittori romani per definizione come Trilussa ed il Belli ad attori indimenticabili quali Aldo Fabrizi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e l’Albertone nazionale per poi ritrovare la biondissima Gabriella Ferri e ricordare la sua splendida voce che cantava i nostri cari stornelli romani. 

La lista delle persone che ci hanno lasciato un bagaglio artistico e culturale che, in un modo o nell’altro, ha influenzato le nostre vite è molto lunga, ma se volete un posto diverso dove poter far pace con il mondo (esterno) e ritrovare il senso della vita (che paradosso, no?!), in questo cimitero percepirete quanta ce ne sia, quanta energia e quante lezioni queste celebrità ci stiano ancora regalando nonostante la loro dipartita.

4. Esiste una strada dal nome in dialetto romanesco?

Non esiste… ma è esistita ben 11 anni fa! 

Ci troviamo a Ponte di Nona, nell’estrema periferia orientale di Roma. Qui, gli abitanti si sono trovati ad aspettare anni prima che venisse trovato un nome ad una strada che faceva da giunzione a due diverse zone.

L’amministrazione comunale, per “sdrammatizzare”, decise di chiamarla “via Mejo de Gnente”!  Quindi non solo una scritta in romanesco ma con tanto di targa che fu scoperta dall’allora sindaco Alemanno, nel mese di febbraio del 2010.

Tra i nomi proposti ci sono stati, ad esempio, anche “Non È Mai Troppo Tardi” e “Chi Si Accontenta Gode” ma quello scelto rappresenta in pieno il sarcasmo tipico dei romani che aiuta sempre a sorridere delle situazioni più strambe.

Tuttavia, un anno dopo da questo peculiare avvenimento, l’ufficio di toponomastica del comune fu artefice di un accordo che vide il cambio del nome della via in “via Nicola Saliola”. 

5. Dove si trova la pasticceria Kosher senza nome di Roma?

Questa pasticceria priva di nome, poiché senza insegna e con una vetrina un po’ “anonima” che non attira esattamente tutti i golosi della città, è tuttavia molto popolare per la produzione di fantastici dolci della gastronomia ebraico-romanesca.

Si trova al civico numero 2 del Portico di Ottavia e il palazzo di cui fa parte questa bottega è stato costruito con l’utilizzo di resti di antichi monumenti. Questo è il motivo per il quale una ricca targa di marmo con incisa una scritta romana rimpiazza l’insegna, che comunque continua a non aver nulla a che vedere con l’attività della bottega.

Quindi mai detto fu più vero: “mai giudicare un libro dalla sua copertina” perché se lo doveste fare con questa pasticceria storica, che sforna delizie da più di 200 anni, vi perdereste una delle migliori scoperte culinarie che potreste mai fare dentro Roma.

Pasticceria Boccione – Ghetto Ebraico, Roma.

Il nome che gli abitanti hanno dato a questo magico posto del dolce ebraico-romanesco varia tra “Pasticceria del Boccione” passando per un semplice “Pasticceria ebraica” o ancora si riferiscono a coloro che queste prelibatezze le lavorano, “Il Forno delle Signore”. Quest’ultimo ci piace molto dato che le magiche manine che danno vita questi dolci squisiti appartengono appunto a 3 signore che rappresentano 3 generazioni diverse e che, nel retrobottega, creano i loro capolavori culinari: la classica torta ricotta e visciole, i biscotti, Ginetti e la pizza di Beridde e tanti altri che seguono tutti le regole di preparazione della cucina Kosher.

Se siete ancora a casa a leggerci vi ringraziamo ma la pasticceria merita di più! 🙂

6. Quale altra leggenda esiste sulla meravigliosa Fontana di Trevi oltre a quella della famosa monetina?

Quando pensiamo alla Fontana di Trevi, oltre ad rimanerne sempre estasiati, la leggenda che la riguarda e alla quale torna la nostra mente vede protagonista la monetina da gettare nella fontana.

In verità, questa magnifica opera d’arte cela nelle sue forme un aneddoto che risale al 1732 e che vede protagonisti il suo progettista (Nicola Salvi) ed un barbiere dal nome sconosciuto che possedeva la propria bottega al pianterreno del Palazzo Castellani, all’inizio di Via della Stamperia al numero 85, sul lato destro rispetto alla fontana.

Nel periodo dei lavori si dice che molti romani si fermavano a contemplarne l’avanzamento ed alcuni più coraggiosi (o saccenti?) esprimevano la propria opinione riguardo l’esito. Fu proprio in questo periodo che il barbiere rivolse molte critiche a Salvi dando vita ad infiniti battibecchi e definendo la scultura brutta, rumorosa e per nulla elegante. Questo probabilmente urtò non poco il progettista che, alla fine dei lavori, decise di posizionare un grosso vaso proprio sul lato del negozio del barbiere.. Questo vaso, conosciuto a tutti come “l’asso di coppe” per via della sua somiglianza con la carta da gioco napoletana, privava il barbiere ed il suo negozio della visione della fantastica fontana, dei suoi giochi d’acqua e della sua maestosità che, ancora oggi, cattura il cuore di tutti colori che visitano Roma e che non si perdono per nulla al mondo la bellezza della portata unica di questo capolavoro famoso in tutto il mondo… alla faccia del barbiere brontolone!

Ps: tornando alla famosa monetina, forse tutti non sanno che sembra che se lanciata una volta è di buon auspicio per un ritorno a Roma, se due volte vi farà trovare l’amore e tre volte se vi augurate di sposarvi oppure… di divorziare! Fate voi! 😉

Come dicevamo all’inizio, Roma di curiosità e aneddoti buffi o peculiari ne offre una miriade! Avete un tesoro di città tra le mani… quando vi annoiate, correte a scoprirla!

Buona caccia alla stranezza! 😉 

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