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Roma segreta: 8 luoghi insoliti da non perdere 

È sempre meraviglioso attraversare e perdersi tra i mille vicoli di Roma, lasciarsi emozionare dalle bellezze di Piazza Navona, Fontana di Trevi o del Colosseo, ma nella Città Eterna ci sono tanti altri luoghi insoliti, quasi segreti, poco noti anche al grande pubblico, che meritano di essere visitati e amati. Dal Piccolo Duomo sul Lungotevere Prati all’incantevole Casina delle Civette di Villa Torlonia, passando per le vie dei fantasmi, tra leggende e mistero, c’è un’altra Roma, distante dai più tradizionali circuiti turistici, tutta da scoprire. 

1 | La Casina delle civette e i bunker di  Villa Torlonia

A Roma esiste realmente un posto che appartiene alla fiabe. È la Casina delle Civette, immersa nel verdissimo parco di Villa Torlonia: è una meraviglia poco conosciuta che vale la pena esplorare. La Casina delle Civette era il rifugio di Giovanni Torlonia, un uomo solitario e ultimo discendente di una famiglia nobile romana. In passato era conosciuta come “Villaggio Medievale” ed è diventata famosa per le vetrate che ritraggono uccelli, fiori, piante, gufi e civette, da cui il nome attuale. È nascosta dietro una collina nel parco di Villa Torlonia, lontano dalla villa principale. Durante la Liberazione dal nazifascismo, la Casina fu occupata dalle truppe anglo-americane e poi abbandonata. Nel 1992 la Casina delle Civette è stata restaurata e riportata al suo splendore originario.  

• Informazioni utili:
Orari: dal martedì alla domenica dalle 9.00 – 19.00
www.museivillatorlonia.it 

La Casina delle civette – Villa Torlonia

All’interno di Villa Torlonia, sono due gli edifici storici destinati a sedi museali: oltre al Museo della Casina delle Civette, l’ottocentesco Casino Nobile ospita il Museo della Villa e la collezione di opere della Scuola Romana. Sotto la Villa, però, c’è un altro luogo che merita di essere visitato, per l’enorme valore storico che rappresenta. Il Bunker di Villa Torlonia è stata l’ultima residenza di Benito Mussolini. Esistono 3 bunker, uno dei quali è completo di telefoni ed un efficiente sistema di ventilazione. Il bunker antiaereo è il più importante d’Italia, è stato realizzato tra il 1942 e il 1943 ed è un pezzo di storia per non dimenticare, ad oltre settanta anni di distanza, una delle pagine più buie del nostro passato. I bunker possono essere visitati solo su prenotazione e da un massimo di 15 persone. La visita guidata dura un’ora e costa 10 euro. (Tutte le informazioni, qui) 

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2 | Il Piccolo Duomo e il Museo delle Anime del Purgatorio 

Sul Lungotevere Prati, una piccola chiesa dalla facciata neogotica spicca nel cuore di Roma e ricorda il Duomo di Milano. È la chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, anche detta Piccolo Duomo. Le guglie, i portali, il rosone: la Chiesa è davvero un gioiello incastonato tra i palazzi del centro di Roma e termina con un esile campanile a pianta ottagonale. La costruzione risale al 1893, ma la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio è stata ultimata solo nel 1917. Internamente è a tre navate di sei campate ciascuna, coperte con volta a crociera e separate da archi a sesto acuto poggianti su pilastri polistili con capitelli scolpiti.

Nella sagrestia, c’è un mondo che merita di essere scoperto, un’esperienza da non perdere che lascia certamente senza parole: è il Museo delle Anime del Purgatorio. Questo luogo porta con sé una storia misteriosa. Poco dopo la costruzione dell’edificio (1890) si verificò un incendio nella piccola cappella dedicata alla Vergine del Rosario. Le tracce lasciate dalle fiamme impressero dietro l’altare il volto di un infelice. Victor Jouët, proprietario del terreno sul quale era stata costruita la chiesa, credette che fosse il segno di un’anima del purgatorio che voleva mettersi in contatto con i vivi. Decise quindi di intraprendere un viaggio per l’Europa alla ricerca di altre testimonianze simili. Così nacque questo museo e le impronte di mani su abiti, cuscini ed altre reliquie sembrano davvero reali e sono molto inquietanti. 

• Informazioni utili: la Chiesa si trova tra via Ulpiano e via Paolo Mercuri, nelle vicinanze di Palazzo di Giustizia.

Piccolo Duomo

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3 | Le Catacombe di Roma e la Scala Santa 

Le Catacombe di Roma sono l’anima più nascosta e spettrale della città: nelle viscere della Città Eterna si snoda una vasta rete di tunnel risalente al II secolo d.C. Costruite nel periodo in cui Nerone torturava i Cristiani, i tunnel divennero un sito di sepoltura e un luogo di rifugio e celebrazioni. Da non perdere sono quelle di San Callisto (in via Appia Antica, 110/126), di San Sebastiano (in via Appia Antica, 136), di Priscilla (in via Salaria, 430), di Domitilla (in via delle Sette Chiese, 282). 

le Catacombe

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4 | La Street Art di Tor Marancia

Il progetto di arte urbana Big City Life di Tor Marancia è uno tra i più fotografati e visitati al mondo: 22 street artist internazionali hanno riqualificato e trasformato, con le loro opere, 22 facciate del Lotto 1 della borgata romana, a pochi passi da Garbatella. Iniziato nel 2015, il progetto, unico al mondo, si è arricchito negli anni di nuove opere, contribuendo a rendere Roma una delle nuove capitali europee della street art. Ideato da 999Contemporary, ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia – 15° Mostra di Architettura.

Museo Condominio Tor Marancia

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5 | La Casa dei Mostri – Palazzo Zuccari

Tra le strutture più insolite e spaventose della Capitale, spicca nel cuore di Roma, Palazzo Zuccari, per tutti La Casa dei Mostri. La struttura si trova in via Gregoriana al civico 30, a pochi passi dalla chiesa di Trinità dei Monti. 

Il palazzo fu fatto costruire da Federico Zuccari, pittore e critico d’arte, che qui venne a risiedere alla fine del 1500. Si ispirò al Parco dei mostri di Bomarzo che lo aveva particolarmente affascinato, così Zuccari volle realizzare delle bocche spalancate e spaventose sulle porte e sulle finestre della sua residenza. Chi vi entra ha l’impressione di oltrepassare la porta dell’inferno, tra stupore e spavento. Con il tempo, la struttura passò sotto diversi proprietari, come la Regina di Polonia e le suore cristiane. Nel 1904 Palazzo Zuccari venne acquistato da Henriette Hertz che poi lo donò al Governo tedesco. Al posto del giardino fece costruire un edifico a tre piani, all’interno del quale, anni dopo la sua morte, è nata la biblioteca che porta il suo nome: Bibliotea Hertziana. Gabriele D’Annunzio, che frequentò il salotto della Hertz, lo immortalò nel romanzo “Il Piacere” nel 1905. La Biblioteca Hertziana è tutt’ora in funzione ed è stata ampliata nel 1963 dalla nuova proprietà della società Maxplank.

Palazzo Zuccari – La casa dei mostri

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6 | La piccola Londra 

Tra i vicoli di Roma si nasconde un pezzo di Londra. È via Bernardo Celentano, una strada che collega via Flaminia 287 a via Vignola 50. Ci sono i lampioni vittoriani in ferro battuto, le cassette delle poste sulle ringhiere e i sei gradini in pietra che conducono alle porte. Tutto è in perfetto stile british: 26 villini a schiera, in una via lunga 160 metri, tutta di sampietrini.

Le origini della strada risalgono al 1909, quando divenne sindaco di Roma l’anglo-italiano Ernesto Nathan che decise che Roma dovesse ispirarsi alle altre città europee e che si dovesse innovare anche nell’architettura. Fece contattare allora Quadrio Pirani, architetto di Jesi che aveva già realizzato quartieri come San Saba e Testaccio e decise che al Flaminio sarebbe sorta quella che poi è stata soprannominata La piccola Londra.

La strada oggi è privata, è vietato l’accesso alle auto ma è tollerato quello alle persone. 

Piccola Londra – Foto: @VisitLazio

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7 | Quartiere Coppedè

Nel cuore di Roma, a due passi dal centro storico si trova uno dei quartieri più caratteristici della città, un po’ distante dai classici circuiti turistici: il quartiere Coppedè. Si tratta di uno straordinario angolo della Capitale dalle fattezze inaspettate e bizzarre, un fantastico mix di arte Liberty, Art Decò, con infiltrazioni di arte greca, gotica, barocca e addirittura medievale. In tutto sono 26 palazzine e 17 villini che sorgono tra i Parioli, la Salaria e la Nomentana. L’ingresso è un “arcone” riccamente decorato che congiunge i due palazzi degli ambasciatori, dal quale scende un grande lampadario in ferro battuto. Il quartiere è stato costruito tra il 1915 e il 1927, dall’eclettico architetto Gino Coppedè, da cui prende il nome, e fu ultimato dal genero Paolo Emilio Andrè, dopo la morte dello stesso Coppedè. I due edifici più rilevanti sono la Palazzina del Ragno di ispirazione assiro-babilonese e il Villino delle Fate. Al centro del quartiere, la Fontana delle Rane è una imponente fontana popolata appunto da 12 rane, anche nota per il bagno che i Beatles vi fecero vestiti dopo un loro concerto tenuto nella vicina e celebre discoteca Piper.

Quartiere Coppedè – Foto: @VisitLazio

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8 | Via Piccolomini

Nessuna magia, nessun mistero, solo un incredibile gioco di prospettive che inganna lo sguardo. A pochi passi dal Vaticano, un particolarissimo effetto ottico ha reso via Piccolomini, nel quartiere Aurelio, famosa in tutto il mondo. Percorrendo questa strada, più ci si avvicina e più il Cupolone sembra allontanarsi. Parliamo ovviamente della Cupola della Basilica di San Pietro, progettata da Michelangelo e alta ben 136 metri. Perché avviene questo effetto? Il Cupolone, avvicinandosi, sembra più lontano perché ambo i lati di via Piccolomini si trovano alcuni edifici. Nei primi 50 metri della strada, l’occhio riesce a vedere solo la cupola, in tutta la sua grandezza. Proseguendo lungo la via, poi, l’occhio inizia a percepire lo spazio in maniera diversa perché, procedendo e superando i palazzi, intorno alla Cupola rimane solo il cielo di Roma. Si riesce, così, a vedere lo sfondo e lo sguardo ha una percezione nuova che, otticamente, sembra allontanare la Cupola di San Pietro.

Vista della cupola di San Pietro da Via Piccolomini – Foto: @Tripadvisor

Nonostante l’arcano sia svelato, via Piccolomini è un’esperienza assolutamente da vivere.

Roma inedita e segreta, come non l’abbiamo mai vista, è tutta da esplorare e da amare.

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